MOVIMENTO DI PARTECIPAZIONE POLITICA
LA CHIAVE

Giornalino n° 7 - Maggio 2000

Rassegna Stampa

Movimento di Partecipazione Politica

 

Il Movimento di P.P. toglie la fiducia al Sindaco A. MION

Un anno di isolamento politico e dure battaglie

Assessorato alla Comunita' Montana della Lessinia

Registrazione telefonica di Francesco Zantedeschi

Riorganizzazione degli uffici comunali. Perche'????

 

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Le frazioni

Dibattito nel palazzo Comunale

Il giornalino del movimento

Lo sapevate che...?

Dialogo con i cittadini

 

 


 

PARTECIPARE

n. 7 - Maggio 2000

Ciclostilato in proprio del Movimento di Partecipazione Politica di Negrar. 
Consiglieri Comunali: Benedetti Paolo; Galvani Federica; Petroli Inacio; Sarzi Aristide.

 

IL MOVIMENTO DI PARTECIPAZIONE POLITICA TOGLIE LA FIDUCIA AL SINDACO ALBERTO MION

 

I CONSIGLIERI COMUNALI

BENEDETTI PAOLO       
(CAPOGRUPPO DI MAGGIORANZA)

GALVANI FEDERICA      
(COLLABORAZIONE CON CULTURA ED ISTRUZIONE)

PETROLI INACIO            
(ASSESSORE ALLA CULTURA E ISTRUZIONE)

SARZI ARISTIDE            
(ASSESSORE ALL’ECOLOGIA E AMBIENTE)

ESCONO DALLA MAGGIORANZA

 

La visione politica come servizio, l’esigenza forte di trasparenza amministrativa, ed il metodo della collegialità delle scelte, erano i principi da tutti condivisi con cui la maggioranza si è presentata per garantire un diverso modo di governare rispetto alle passate amministrazioni.

Questi erano stati i valori annunciati in ogni assemblea della campagna elettorale.

Eravamo consapevoli allora che avremmo incontrato nell’aderire a questa aggregazione, vista la presenza in lista di alcune persone legate alla vecchia guardia politica di Negrar.

Abbiamo creduto in quel momento che il candidato sindaco Alberto Mion, visti anche i poteri che gli avrebbe dato la legge in caso di vittoria, fosse garanzia sufficiente per dare vita ad un inizio di cambiamento.

Questo purtroppo non è accaduto. Pertanto non possiamo più accettare che fatti e dibattiti rimangano all’interno del Palazzo, perché altrimenti ci sentiremmo complici e responsabili di un modo di gestire la Politica amministrativa che va contro i nostri principi.

Tanto più che vi sono segnali sufficientemente chiari che il Sindaco, o chi per esso, abbia già da tempo concordato con alcuni membri di minoranza la nostra sostituzione. Sappiamo già che per un piatto di lenticchie vi sarà qualcuno disposto a perdere la faccia.

La scelta di questa rottura è quindi motivata dal fatto che i comportamenti, all’interno della maggioranza, vanno nella direzione opposta agli impegni presi con gli elettori. Comportamenti talmente opposti da essere per noi inaccettabili.

A questo punto le scelte da fare sono due: o rimanere ostaggi di questa situazione o andarcene.

 

ABBIAMO SCELTO LA CHIAREZZA E LA TRASPARENZA.

 

Andiamo ora a fare una piccola cronistoria citando solo alcune cose accadute, che servono a motivare ai Cittadini prima, ed ai colleghi Amministratori poi, la scelta di rottura che abbiamo fatto.

 

UN ANNO DI ISOLAMENTO POLITICO E DI DURE BATTAGLIE.

 

Ottobre 1999

Incarico per la progettazione dell’ampliamento della Scuola media di Negrar

 

La Giunta è chiamata a dare l’incarico definitivo per la progettazione dell’ampliamento della Scuola media di Negrar e, come previsto dalla legge, viene indetta una pubblica gara, con tanto di Commissione giudicatrice, affinché tale incarico venga assegnato.

Partecipano alla gara parecchi tecnici, anche perché la parcella è di circa 170.000.000, visto l’importo consistente del lavoro da eseguire.

Avevamo capito da subito, per mezze frasi pronunciate, che l’idea di alcuni era di dare l’incarico ad un tecnico ben preciso, prima ancora di sapere il risultato della gara.

Nasceva una discussione molto accesa e la nostra posizione era da subito molto chiara: l’incarico andava dato al tecnico che venisse giudicato vincitore dalla Commissione nominata proprio per questo scopo.

Pensavamo che la cosa finisse lì, ed invece no!!!!!!!

Al momento dell’uscita della graduatoria si tenta da parte di alcuni, avvallati dal totale silenzio degli altri, di dare l’incarico a persona diversa del primo della lista, adducendo banali motivi di opportunità.

La battaglia è durata più di due mesi; battaglia difficile perché in questa maggioranza eravamo completamente isolati. Solo quando abbiamo minacciato di portare il tutto all’opinione pubblica ( abbiamo fatto male a non farlo ), hanno accettato di dare l’incarico a chi legalmente aveva vinto la gara.

E il nostro Sindaco, che ruolo ha avuto in tutta questa storia ?

Noi abbiamo sperato e sollecitato una sua scelta precisa, ma siamo rimasti delusi.

La cosa ci ha addolorati, ma non sorpresi, in quanto il Sindaco si era sempre apertamente schierato con chi cercava altre soluzioni.

Ed è proprio questo comportamento il primo segnale che ci ha fatto pensare alla restaurazione di antichi modi di fare amministrazione politica.

Siamo stati già allora molto vicini a lasciare la maggioranza, però, visto che in virtù della nostra opposizione nessuna illegalità era stata attuata nella scelta finale, abbiamo deciso di rimanere, pur con grande difficoltà e dubbio. ( erano passati solo cinque mesi e non era facile prendere questa decisione ) L’avremmo sicuramente fatto se la scelta finale fosse stata diversa.

 

Dicembre 1999

Assessorato alla Comunità Montana della Lessinia.

 

Avevamo più volte espresso il nostri disappunto e la nostra contrarietà ogni qualvolta, su questioni di ordine generale, le scelte fatte da questo o da quell’Assessore venivano decise senza passare attraverso una discussione collegiale.

E che cosa accade quando si deve decidere chi sarà a rappresentare il Comune di Negrar con la carica di Assessore nella Comunità Montana della Lessinia ?

Zantedeschi Francesco, senza alcuna discussione in maggioranza, prende autonomamente una decisione così importante.

Da notare che è stato nominato assessore uno che a distanza di sei mesi dalle elezioni non si era ancora fatto vedere in nessuna delle riunioni settimanali della maggioranza.

Siamo stati tenuti all’oscuro di questa manovra, e solo tre giorni prima, e solo per caso, ne siamo venuti a conoscenza.

Quel che è grave invece è che il Sindaco già da tempo era al corrente di tutto e chissà perché aveva preferito il silenzio.

 

Fine Dicembre 1999

Registrazione telefonica di Francesco Zantedeschi.

Decidiamo di uscire con un nostro volantino per denunciare quanto accaduto sulla questione “Comunità Montana  Lessinia” e, per correttezza, lo comunichiamo alla maggioranza nella riunione del 28 Dicembre 1999.

Abbiamo subìto in quell’incontro le invettive di molti. Tutti questi tuttavia, Sindaco compreso, si erano mostrati consapevolmente sordi nelle giornate precedenti di fronte alla nostra insistente richiesta di una riunione di maggioranza. Il fatto grave però è che in quella riunione Zantedeschi Francesco, come ultimo tentativo per evitare l’uscita del volantino, dichiara di essere in possesso di una registrazione telefonica, da lui effettuata, intercorsa col Capogruppo di maggioranza Benedetti Paolo nella quale sarebbe stato gravemente offeso. Il che voleva sottintendere: se voi uscite con il volantino, io posso far uso pubblico del contenuto della telefonata.

Ognuno comprende che l’uso di registrazioni telefoniche come arma di pressione politica, mette qualsiasi aggregazione nella impossibilità di lavorare con un minimo di fiducia.

Il Sindaco, da noi sollecitato per una chiara presa di posizione sul fatto, sceglie ancora una volta di coprire con il suo silenzio l’operato dell’assessore Zantedeschi.

 

13 Gennaio 2000

Spediamo al Sindaco una protocollo n° 412

Che qui pubblichiamo integralmente.

 

Al Sig. Sindaco del Comune di Negrar Dr. Alberto Mion 

E  p.c. all’Assessore all’edilizia privata Sig. Francesco Zantedeschi 

 

Oggetto: riunione di maggioranza del 28 Dicembre 1999

 

Desideriamo richiamare la Sua attenzione su un fatto avvenuto durante la riunione di maggioranza di martedì 28 Dicembre 1999 tenutasi presso la sede del comune di Negrar e alla quale anche Lei a partecipato.

In quella sede, alla presenza di molte persone, l’Assessore all’edilizia privata Francesco Zantedeschi dichiarava di essere stato gravemente offeso in una 

 

 

telefonata ricevuta dal Capogruppo di maggioranza Paolo Benedetti e di avere la  prova di questo avendo egli registrato tale telefonata.

La domanda che ci poniamo e che Le poniamo è come mai Francesco  Zantedeschi, se realmente offeso, non abbia posto il problema subito dopo tale fatto invece di attendere quasi un mese, e perché tale questione invece sia stata sollevato proprio nel momento nel quale preannunciavamo l’uscita di un nostro volantino pubblico che attaccava duramente l’Assessore stesso per la sua gestione per nulla trasparente della questione “Comunità Montana della Lessinia”.

Appare evidente in tutto ciò un grave atteggiamento intimidatorio posto in essere al fine di evitare l’uscita del volantino stesso.

Il fatto che il volantino sia uscito il giorno dopo e che questa lettera venga protocollata e quindi resa ufficiale, sta a confermare che noi non vogliamo in alcun modo sottostare a tale intimidazione.

Chi ha affermato in presenza di altri di essere stato offeso, dovrebbe sentirsi in obbligo di dimostrarlo, producendo le prove.

In ogni caso il consigliere Paolo Benedetti si assumerà in pieno ogni responsabilità sul contenuto della telefonata.

Ciò che preoccupa fortemente è il fatto che, all’interno della maggioranza, vi sia qualcuno che faccia uso di registrazioni telefoniche.

Questo , oltre a poter provocare conseguenze anche diverse da quelle strettamente politiche, denota un comportamento che può avere anche finalità ricattatorie.

Le chiediamo come può questa maggioranza costruire un clima di reciproca collaborazione e stima di fronte a questi comportamenti.

Lei sa quante sono state le difficoltà che si sono presentate per formare questa aggregazione.

Ci rassicurava però il fatto che la Sua persona potesse garantire il rispetto di quei principi  di trasparenza e legalità indispensabili per un vero cambiamento nel modo di amministrare il nostro Comune.

Ci aspettiamo quindi, a causa della gravità dell’accaduto, una sua ferma e precisa iniziativa nei confronti dell’assessore Zantedeschi, visti gli importanti ruoli istituzionali che lo stesso ricopre.

Ribadiamo ancora una volta che la nostra azione politica è tesa unicamente a costruire un’Amministrazione all’insegna della trasparenza, della legalità e della lealtà.

Restiamo in attesa di una sua ufficiale risposta.

Cordiali Saluti

                                                                                    Il Movimento di Partecipazione Politica

Negrar, 13 Gennaio 2000         

 

 

Febbraio 2000

Finalmente la risposta del Sindaco

 

Breve lettera che, nella sostanza e come al solito, non prende alcuna posizione e decisione. Anzi minimizza l’accaduto e si pone quasi come difensore  d’ufficio di Zantedeschi Francesco come ormai è sempre più solito fare. Si dimostra comunque molto dispiaciuto per il fatto che non lo consideriamo più garante di quei principi di trasparenza e legalità che comunemente ci eravamo dati.

E come potrebbe essere diversamente con tutto quello che è accaduto e sta accadendo?

Per correttezza non pubblichiamo questa lettera non essendo stata da Lui protocollata e quindi da considerarsi privata. Se lo vorrà avrà modo di pubblicarla. Ne saremo felici. 

 

Marzo 2000

Nostra risposta al Sindaco protocollo n° 3686

che qui pubblichiamo integralmente 

 

Negrar, 28 Febbraio 2000 

  Al  Sig. Sindaco del Comune di Negrar
         Dr. Alberto Mion

 

Oggetto: riunione di maggioranza del 28 Dicembre 1999. Risposta alla Sua lettera del 27 Gennaio 2000

 

Sig. Sindaco, siamo sinceramente dispiaciuti di dover ritornare sull’argomento in oggetto, ma ci troviamo costretti a farlo per precisare alcuni passaggi che Lei Ha completamente omesso di approfondire o lo ha fatto in modo estremamente semplicistico.

Il primo concetto sul quale lei sorvola è quello che riguarda l’atteggiamento intimidatorio e ricattatorio che noi abbiamo per ben due volte sottolineato nella nostra lettera del 13 Gennaio 2000.

Il secondo invece è un fatto ben preciso e riguarda l’affermazione fatta da Zantedeschi Francesco nella quale dichiarava “ di aver registrato una telefonata ricevuta dal Capogruppo di Maggioranza Paolo Benedetti”.

E’ molto grave che Lei sorvoli completamente sulla prima questione e che si accontenti di trattare la seconda con affermazioni al limite del banale.

Quello che è stato dichiarato dall’assessore Zantedeschi nella riunione del 28/12 non può essere definita una dichiarazione “sbagliata” ma una affermazione grave, perché sottintende un fatto ( la registrazione ) ed un intendimento ( il ricatto ) che, almeno politicamente, non possono essere liquidati con una semplice ritrattazione.

E di ciò non dovrebbe accontentarsi neppure il Sindaco.

Ribadiamo poi che la registrazione di una telefonata è in ogni caso tecnicamente possibile, con tecniche indipendenti dal tipo di apparecchio usato e dal luogo in cui si sta usando ( in semplice registratore con microfono a ventosa può permettere ciò ).

L’unico termine da Lei usato nella lettera è “disappunto”. Ad essere buoni ci sembra veramente un po’ poco, ad essere cattivi una “difesa d’ufficio”.

Concordiamo con Lei che l’umano ed il politico si intersecano per forza nelle persone; e meno male che questo accade. Avremmo altrimenti dei freddi tecnici a gestire le cose della Politica.

Certo è che il ricatto e l’intimidazione, se possono essere accettati e superati da un punto di vista strettamente umano ( tutti siamo deboli) non possono mai essere accettati o peggio ancora banalizzati se vengono usati nel dibattito politico. Quindi per noi il problema umano era già risolto da subito, proprio perché consapevoli della debolezza che è “stato comune” ad ognuno di noi.

E’ il problema politico e dei rapporti politici che rimane in piedi totalmente, ed è a questo che Lei non fa neppure cenno.

Chiedevamo una Sua presa di posizione sull’accaduto ma così non è stato ( ci ha persino ventilato la possibilità di dare a Zantedeschi Francesco l’assessorato ai Lavori Pubblici, il che è tutto dire).

Noi speravamo che la Sua risposta, con conseguente precisa iniziativa, ci permettesse di tornare ad usare il tempo presente nel definirLa “garante dei principi di legalità e trasparenza”.

L’essere garante di questi valori irrinunciabili non è da noi interpretata come una situazione statica, acquisita una volta per tutte, ma dinamica e quindi dimostrabile e verificabile nelle scelte, di volta in volta.

Il Movimento di Partecipazione Politica 

A tutt’oggi silenzio assoluto

 

Abbiamo buoni motivi per pensare che da parte del Sindaco non vi sia solo sudditanza psicologica, ma che sia nato un vero e proprio accordo politico dove l’uno, ha bisogno dell’altro (questioni di numeri ma soprattutto, triste a dirsi di competenza politico…… amministrativa), e l’altro, Zantedeschi, lo usa per gestire e guidare dalle retrovie ogni scelta politica.

Questo porterà in breve tempo, e senza che nessuno se ne accorga, alla restaurazione di quei potentati economico – politici che tanto disastro hanno causato al nostro territorio impedendo l’equilibrata convivenza della comunità civile. 

Maggio 2000

 

Riorganizzazione degli uffici comunali. 
Perché ????

 

L’arroganza che si sta instaurando ha portato anche all’irrigidimento dei rapporti con il personale comunale che, in buona parte, vive con difficoltà questa situazione. ( Caro Francesco quando si entra negli uffici del comune bisogna bussare, e quando si chiede qualche cosa bisogna dire “per favore” e poi “grazie”. Nessuno è padrone, ma ognuno, nel proprio ruolo, è al servizio degli altri ).

Ed è in questa situazione di sudditanza che il Sindaco proprio in questi giorni, sta portando avanti una Sua idea, si fa per dire, di riorganizzazione degli uffici comunali.

Vi può essere in questo anche una motivazione logica, ma il grave è che alla fine chi ne subirà le conseguenze saranno molti di quelli che non accettano di dire "signorsì” a chi pretende di tirare i fili in ogni ambito dell’Amministrazione. 

L’amministrazione politica di un paese non deve avere come obbiettivo la ricerca del potere personale ma il raggiungimento del bene comune. 

Che ci stiamo a fare allora in un gruppo dove, se tacciamo tutto va bene, mentre se facciamo opposizione in difesa di trasparenza, legalità e democrazia, al momento opportuno verremmo sostituiti?

E’ come vivere con un cappio intorno al collo!!!!

Impossibilitati in questa situazione a portare avanti i principi fondamentali e quindi i programmi per i quali siamo stati eletti, usciamo da questa maggioranza rendendo al Sindaco le nostre deleghe e passando all’opposizione.

Continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare la nostra battaglia a fianco dei cittadini, contro gli affaristi della politica e gli arroganti del potere.  

Negrar, 26  Maggio 2000                
Movimento di Partecipazione Politica

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