MOVIMENTO DI PARTECIPAZIONE POLITICA
LA CHIAVE

Giornalino n° 1 - luglio 1996

Rassegna Stampa

Movimento di Partecipazione Politica

 

Partecipare esce oggi per la prima volta

L'informazione al cittadino

La formazione del cittadino

Il benessere umano

Uno strumento scomodo ma indispensabile

Il polo scolastico

Sfida agli evasori

C'è qualcosa di nuovo sul fronte giovanile?

 

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Le frazioni

Dibattito nel palazzo Comunale

Il giornalino del movimento

Lo sapevate che...?

Dialogo con i cittadini

 


 

PARTECIPARE

n. 1 -   Luglio 1996

Ciclostilato in proprio del Movimento di Partecipazione Politica di Negrar.
Consigliere Comunale Andrea Bonazzi.

 

Partecipare” esce oggi per la prima volta.  

Si rivolge agli abitanti del Comune di Negrar.  Viene offerto alle famiglie gratuitamente.

Ma, come ogni giornale, ha anch’esso un costo economico.  Le spese sono sostenute dal Movimento di Partecipazione Politica (MPP) che intende così promuovere in Negrar quello che il verbo partecipare esprime.

Dunque, “Partecipare” ha come suo diretto interlocutore il cittadino, il quale è invitato a riflettere su tutto ciò che lo riguarda nella vita sociale di Negrar.

Detto questo, restano da fare due precisazioni:

-Anche se è sostenuto e diretto da un Movimento politico di minoranza, esso non intende per questo essere uno strumento di propaganda politica di quel movimento.  Certa, la nostra opinione ci sarà!  Ma per quel che ci riguarda faremo in modo che il nostro punto di vista diventi sempre più compatibile con il punto di vista utilmente comune a tutti.

-Anche se “Partecipare” è rivolto ai cittadini di Negrar esso intende, proprio nel modo stesso di concepire la cittadinanza in Negrar, di indicare e di discutere ciò che meglio serve ad essere nel contempo cittadini del mondo.

In forza di quel che abbiamo detto sopra, le direttive lungo le quali “Partecipare” intende muoversi sono tre: l’informazione ai cittadini, la formazione dei cittadini, l’umano benessere.

Vediamole una per una.

a) L’INFORMAZIONE AL CITTADINO.

Quando non c’è conoscenza adeguata non c’è neppure corretta partecipazione.  Ma per avere una conoscenza adeguata bisogna essere bene informati.  L’informazione più adeguata è sempre un’informazione critica, quell’informazione cioè che nel mettere a fuoco quel che è proprio di una cosa ne fa emergere anche le possibilità nascoste o addirittura negate.

L’informazione critica ci aiuta a non fare di ogni erba un fascio: chi non sa bene come stanno le cose non solo fa confusione ma reclama inutilmente; e con il suo sfogo non fa altro che produrre danno e malumore.

b) LA FORMAZIONE DEL CITTADINO.

“Partecipare” non intende fare da maestro a nessuno.  La formazione del cittadino è un cammino di esperienza personale, esperienza che viene fatta dentro un agire insieme con altri.  Quindi è esperienza personale ed al contempo comune.  Ci si forma cittadini facendo opere di civile convivenza.  Certo, le idee devono esserci ma vanno sempre messe alla prova dei fatti.

Bisogna anche tener presente che la formazione del cittadino non ha nulla di automatico.  Non è un percorso cosiddetto naturale; è invece un percorso fatto di scelte personali e comuni.  Per cui, la formazione del cittadino deve essere un obbiettivo “voluto e perseguito espressamente”, voluto con determinazione tanto dai governanti che dai governati.

I governanti devono fare in modo che i cittadini siano ben informati su quanto li riguarda come tali.  I cittadini da parte loro non devono pensare che l’aver delegato l’esercizio del potere a chi li rappresenta in Consiglio Comunale, li esoneri dal partecipare alla vita delle istituzioni pubbliche (scuola, distretti sanitari, sport e giochi…).

c) IL BENESSERE UMANO.

Il benessere di cui parliamo deve avere la caratteristica del benessere umano.  Per benessere umano intendiamo quel benessere che permette agli uomini e ai loro averi di star bene insieme in modo che le cose non valgano più degli uomini e viceversa.  Un’antica norma di vita si esprime così. “Se vuoi che l’ordine delle cose conservi te, tu devi saper conservare l’ordine delle cose”.  Oggi ce lo insegna soprattutto l’Ecologia.

In questo spazio cercheremo di far vedere le cose di uso comune nella vita di ogni giorno, siano fatte per dare alla convivenza civile, e quindi ad ogni cittadino, valore, sicurezza, amicizia, e perché no? anche la felicità.

A Negrar il divario fra la ricchezza dei singoli e la spesa erogata per le opere di interesse comunale è grande: rilevante la prima, piuttosto modesta la seconda.  Sono i bambini che nella loro magica onnipotenza chiedono sempre senza mai porsi il problema del costruire e del dare!  L’uomo maturo deve sapere che la vita di un paese è sempre un’impresa di uomini e di mezzi che promuovono se stessi in una relazione al contempo Personale e Comune.

 

UNO STRUMENTO SCOMODO MA INDISPENSABILE.

La partecipazione è uno strumento scomodo ma indispensabile per costruire la nostra comunità civile.

Questa è una affermazione che può lasciare in un primo momento un po’ perplessi, quasi increduli sulla possibilità concreta di un suo realizzarsi.  Eppure, in una fase storica come quella appena passata, abbiamo toccato con mano i disastri che ha prodotto l’aver delegato sempre ad altri la ricerca della soluzione ai vari problemi e la gestione della società in genere.  Sarebbe quindi coltivare una pia illusione pensare che il buon Sindaco, il buon Amministratore, il buon Politico, possano portarci fuori da questa situazione.

Questo non accadrà se il cittadino, ciascuno nell’ambito e nella responsabilità che si è assunta, riuscirà a riappropriarsi della propria sovranità personale, contribuendo così a ridare valori, anima e sentimento a questa nostra società.

Grande può essere però, in questa fase il contributo che possono dare gli uomini preposti ad amministrare la cosa pubblica, siano essi rappresentanti della maggioranza o dell’opposizione. Certo è che qui bisogna cambiare strada!

Maggioranze arroccate su posizioni fortemente chiuse e sempre sulla difensiva, che coltivano l’idea che coloro che hanno vinto le elezioni possano per diritto appropriarsi delle istituzioni e gestirle a proprio piacimento; porteranno poco lontano e vivranno grosse difficoltà nei rapporti con la società.

D’altro canto opposizioni troppo formali, che raramente riescono ad entrare nel nucleo dei problemi; rischiano di svilire il proprio ruolo che dovrebbe essere propositivo ed alternativo.  E’ indispensabile quindi aprire una fase nuova, dove, alla paura dell’amministrare, si sostituisca la scelta del collaborare per il bene comune, con pari dignità per gli uni e per gli altri.  Questo non vuol dire mescolare le carte, fare confusione; la maggioranza e l’opposizione dovranno rimanere ognuno nel proprio ruolo, ma con atteggiamenti e attitudini radicalmente diversi.  Come Movimento di partecipazione politica abbiamo tentato a più riprese di dare risposta a questa situazione, ma abbiamo trovato sempre forti resistenze.

Vogliamo porre alla vostra attenzione tre fatti significativi che mostrano in concreto la scarsa sensibilità dell’attuale amministrazione rispetto al problema della partecipazione che, per altro, era inserito nel loro programma elettorale.

1) Avevamo predisposto un piano di assemblee in tutte le frazioni, per dare voce a tutta la popolazione rispetto alle loro aspettative e ai loro bisogni.  Per questo abbiamo chiesto all’Amministrazione di poter usufruire delle strutture scolastiche.  Ci sono state poste da parte del Sindaco una serie di immotivate difficoltà tanto da impedirci la realizzazione di questa iniziativa.  D’altro canto, l’Amministrazione ha tentato di copiare l’idea con scarsi risultati i quali dimostrano che chi non crede veramente ala partecipazione sicuramente non la può realizzare.

2) Abbiamo organizzato un incontro tra i cittadini e tutti i candidati del nostro collegio durante l’ultima campagna elettorale politica e ci siamo trovati il Sindaco a porre mille difficoltà e problemi per la sua realizzazione.  Solo un decisivo intervento da parte di uno dei candidati e il pagamento da parte del Movimento  della tariffa per l’uso di strutture pubbliche ha permesso la realizzazione dl dibattito.  Se è vero che anche per il Sindaco il dibattito e la partecipazione sono importanti, avrebbe dovuto esserne Lui stesso il promotore o quanto meno favorirlo in tutti modi.

3) Abbiamo in varie occasioni richiesto all’attuale Amministrazione Comunale l’approvazione dei regolamenti per l’utilizzo delle strutture pubbliche.  L’attuale situazione porta ad una arbitrarietà che limita le varie organizzazioni politiche e sociali del Comune nelle loro attività.  Non ci sembra che comportarsi in questo modo voglia dire favorire la partecipazione del cittadino.  A noi spetta quindi il compito di dare il nostro contributo, di non delegare ad altri quelle che sono le nostre responsabilità dirette. 

 

 

 

 

All’Amministrazione spetta il compito di favorire in tutti i modi questo processo.  (Una possibilità concreta è loro offerta dalla costruzione della palestra ad Arbizzano.  La gente del posto è preoccupata per i problemi che questa struttura comporterebbe, vedi viabilità.  Ci sarà un momento di discussione pubblica con i cittadini o si troveranno di fronte ad un fatto compiuto?).

IL POLO SCOLASTICO

Futuro progetto di formazione globale.

E’ nell’aria, anche perché sentito da tuttte le forze politiche, che è in progetto la costruzione di un “Polo scolastico” con sede in Negrar capoluogo.  Si renderà necessaria la realizzazione in un futuro, proprio a causa delle carenze delle strutture odierne.  Per partire con il piede giusto crediamo importante la partecipazione del cittadino a questo progetto in quanto sarà proprio Lui, genitore, studente, insegnante, ausiliario, ecc. ecc. ad utilizzarlo.  Siamo tutti consapevoli di ciò che manca nel Comune di Negrar per la formazione-educazione dei nostri giovani, a partire dalla mancanza dell’asilo nido, la scarsità di scuole materne, la poca razionalità nella distribuzione territoriale delle scuole elementari, per finire con l’inadeguatezza dell’attuale scuola media inferiore.  Spetta all’Amministrazione Comunale un compito assai arduo.  A tale riguardo La invitiamo a non perdere questa occasione per coinvolgere il cittadino e far si che il progetto scolastico sia di tutti, coscienti che esso sarà la struttura basilare attraverso la quale parecchi ragazzi accederanno alla formazione culturale, civica, etica e politica, per essere domani buoni cittadini.  Crediamo quindi sia estremamente importante ritrovarsi in assemblea dove poter discutere di queste cose.  Sono in gioco valori di grande portata che non consentono a nessuno di rinunciare a dare il proprio contributo.

A tale proposito vorremmo riportare la voce di alcuni insegnanti che ribadiscono come nel nostro Comune esistano scuole di recente costruzione, progettate senza tenere presente “il bambino” che è il soggetto principale.

Ci sono scuole con spazi non agibili e pericolosi per la stessa incolumità fisica degli alunni che le frequentano.  Se con un po’ di fiducia e speranza nel futuro l’idea del “Polo scolastico” prendesse forma essi propongono la costruzione di un asilo nido che possa accogliere tutti i piccoli fino ai tre anni, altrimenti isolati nelle proprie abitazioni con baby-sitter personali.  Questo servizio darebbe la possibilità ai genitori che hanno deciso di vivere in questo Comune di usufruire di questa struttura che eviterebbe spostamenti di figli in tenera età e con qualsiasi condizione atmosferica, in scuole fuori dal nostro Comune.

Dunque un “Polo scolastico” che seguisse i nostri figli durante tutto il tempo della loro formazione, da bambini fino ad adolescenti.  Ciò permetterebbe una maggior funzionalità a tutto vantaggio di una formazione equilibrata e completa del bambino, compresa quella motoria.  Riguardo all’educazione fisica gli insegnanti auspicano la destinazione di spazi a più discipline sportive, perché attualmente a Negrar si notano solo campi di calcio per lo più destinati a bambini e giovani, ma anche le bambine e le giovani hanno diritto a pari opportunità.

Pensiamo anche a spazi riservati ad attività parallele alla scuola come il teatro, dibattiti pubblici, conferenze, congressi ed attività culturali in genere delle nostre associazioni.  (Vedi Palio del Recioto).

Una biblioteca viva ed aperta a tutti compresi coloro che per vari motivi non possono salire una scala a chiocciola… .

Ben venga l’idea del “Polo scolastico”, sportivo, culturale concludono gli insegnanti, così le attuali strutture scolastiche possono essere utilizzate per altre attività sociali dove sono carenti strutture adeguate.  

 

SFIDA AGLI EVASORI

Il sommerso scoperto da specialisti… per incrementare le entrate.

Anche l’Amministrazione comunale di Negrar ha deciso di seguire l’esempio di molti altri enti locali italiani.  Dal nor al sud d’Italia, per scoprire se non vengono pagate le svariate tasse in maniera congrua, molti comuni si stanno mettendo nelle mani di imprese private specializzate.  Queste battono a tappeto case, negozi, bar, ristoranti, studi professionali, laboratori e fabbriche.  Misurano stanza per stanza, magazzino per magazzino; confrontano i dati nuovi con quelli vecchi, ricalcolano i tributi dovuti per rifiuti, Iciap, Tosap, Ici, pubblicità.  Più metri quadrati sommersi scoprono, e più ci guadagnano i Comuni che li inviano e le ditte che accertano l’evasione, ottenendo così la tanto attesa equità fiscale.  In alcuni casi si è scovata un’evasione limitata a valori relativamente bassi, in altri casi l’evasione supera il 30%.  Una volta effettuati i controlli e rideterminate le superfici soggette a tributi, alle società di controllo viene attribuita una percentuale sui maggiori incassi.

Il Comune quindi non sborsa una lira e dall’anno successivo alla campagna anti evasione, trattiene per sé l’intero ammontare del gettito.  L’obiettivo non è solo quello di aumentare gli incassi; altrettanto importante è attenuare il prelievo appena diventa possibile: pagare tutti oggi per pagare un po’ meno tasse domani.  Questa strada ci sembra senz’altro molto positiva ed impostata in maniera corretta: sarà compito dell’Amministrazione far capire che i soldi che tutti devono equamente versare in tasse, verranno spesi in progetti concreti per i bisogni reali e pressanti dei cittadini, che vivono ancora nell’angustia di necessità primarie come l’acqua.

 

C’E’ QUALCOSA DI NUOVO SUL FRONTE GIOVANILE?

Sembra che qualcosa di importante stia per accadere riguardo la “questione giovanile” a Negrar, chiamata agli onori del pubblico interesse dopo anni di preoccupante silenzio.  Sul nostro territorio sono attive da tempo alcune associazioni che si occupano dei giovani, tuttavia nonostante l’impegno assiduo dei “soliti volenterosi”, rimangono aperti alcuni problemi legati alla scarsa partecipazione dei cittadini e alle difficoltà di interagire sul piano del confronto e della condivisione delle esperienze, in questo ha un importante ruolo l’Amministrazione Comunale, ribadito anche dallo statuto: “…concorrere a rimuovere gli ostacoli di qualsiasi natura che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (…) e favorire la diffusione e lo sviluppo dell’impegno culturale, sportivo e del tempo libero, come rilevante momento di formazione della persona”.

Purtroppo finora le amministrazioni che si sono succedute hanno dimostrato una notevole latitanza di fronte alla realtà giovanile e alla loro richiesta di crescita culturale.  Comunque una schiarita sembra profilarsi all’orizzonte: ANSPI e Parrocchia di Negrar, Servizio Socio Educativo, U.L.S.S. 22, Amministrazione Comunale, si sono riuniti intorno ad un tavolo nell’intento di analizzare e sviscerare “Aspettative e progettualità dei giovani” come suggerisce l’eccellente opuscolo della sociologa Grazia Valent, uscito a corollario della ricerca svolta.

Sono seguiti anche due incontri pubblici con lo scopo di esporre i risultati della ricerca e raccogliere ulteriori suggerimenti, che però hanno registrato una scarsa partecipazione soprattutto tra i giovani.  Tanta indifferenza davanti ad un iniziativa così importante deve farci riflettere su come l’isolamento e la chiusura nel privato stiano minando la nostra crescita.  Dalle due riunioni pubbliche anzidette, oltre ad acute analisi sociali, sono emerse anche proposte concrete come l’organizzazione di tornei sportivi, il proseguimento di attività ben avviate come il “Centro Aperto” a Fane ed il “Progetto Giovani” che prevede l’immediata apertura dello sportello Informa Giovani a Negrar e di un centro sociale nel prossimo futuro.

Intanto nell’attesa che le aspettative trovino riscontro, le parole di alcuni ragazzi finalmente interpellati nell’ambito dell’iniziativa “Progetto Giovani” esprimono tutto il disagio e la frustrazione per l’incapacità di organizzarsi positivamente a fronte di una realtà così poco stimolante: “La sera dopo le 8 non c’è niente, solo bar, birrerie e pizzerie”; “Il Comune è assente…non chiede partecipazione, non propone iniziative”.  Non usano mezzi termini nei confronti degli amministratori su cui pesano evidenti responsabilità per una situazione culturale così pesantemente affossata: “Pensano solo a costruire”, “rovinano il paese”, “…si fanno conoscere e vedere fin troppo solo in campagna elettorale, poi spariscono”.

Nonostante queste note dolenti, emerge tra i giovani la voglia di reagire e di mettersi a disposizione dell’Amministrazione e di tutti coloro che si dichiarano seriamente intenzionati ad impegnarsi per risollevare la condizione giovanile, non del tutto compromessa ma che non può sopportare ulteriori deroghe.

 

 

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