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MOVIMENTO
DI PARTECIPAZIONE POLITICA |
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ARENA DEL
30/01/2002 |
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NEGRAR
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| Il giornalino del movimento | ||
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La notifica del preavviso di riscatto per
gli impianti di distribuzione del gas è arrivata nel Consiglio comunale
del 27 dicembre 2001, convocato appositamente con urgenza. «Il preavviso»,
dicono i consiglieri di opposizione, «però è giunto oltre i termini di
legge, quindi non ha alcuna validità e presenta, secondo il legale
dell’azienda, illegittimità per violazione di legge ed eccesso di
potere». La Veneta Gas ha invitato quindi il Comune il 4 gennaio scorso a
provvedere alla revoca della delibera. «I Comuni non possono più gestire
in proprio la distribuzione di metano», commentano i consiglieri del
Movimento di partecipazione Politica. «Probabilmente il comune di Negrar
chiede il riscatto per togliere il servizio alla Veneta gas, e darlo a
qualche altra azienda per ottenere un guadagno». Dice Paolo Benedetti, capogruppo di opposizione: «La delibera è confusa e imprecisa, anche da un punto di vista tecnico. Confonde i guadagni con i ricavi e non tiene conto, nel costo del possibile riscatto degli impianti, del mancato guadagno dei prossimi 14-15 anni, fino a scadenza del contratto, che deve essere riconosciuto alla Veneta Gas: è previsto dalla legge e si tratta sicuramente di cifre molto elevate, nell’ordine di miliardi. Come può il sindaco Mion presentare la delibera», chiede Benedetti, «senza questo dato, indispensabile per valutare se il riscatto è conveniente per il Comune? Come può la sua maggioranza aver votato supinamente?» È protocollata il 29 maggio 2000 la prima raccomandata inviata alla ditta dal Comune, con la richiesta di documentazione tecnica; il 23 giugno la ditta risponde, dichiarandosi disposta a portare gratis il gas alle frazioni. Il 27 settembre 2000 il Comune richiede di nuovo la documentazione tecnica, come se non avesse neanche letto la risposta, pur regolarmente protocollata, fissando la data al 15 ottobre 2000 e minacciando: «In caso contrario ci vedremo costretti a portare la questione all’attenzione del Consiglio comunale, con la conseguente disdetta del contratto». La ditta risponde, sottolineando l’illegalità della disdetta: «Per quanto riguarda la disponibilità all’estensione del gas alle frazioni non servite, si richiede una sollecita risposta». Solo nel maggio 2001 Il Comune risponde chiedendo informazioni per la zona di Torbe e si arriva a una piccola convenzione, il 12 settembre 2001, che consente al Comune di utilizzare lo stesso scavo del gas metano anche per i tubi dell’acquedotto. Conclude Benedetti: «Gli amministratori non hanno saputo cogliere l’occasione per portare gratis il gas in collina e ora la Veneta gas potrebbe fare ricorso al Tar, con conseguente blocco nella prosecuzione dei lavori». Dice l’amministratore delegato della Veneta Gas, Alberto Zanoni: «Sono sbalordito dal comportamento tenuto dal comune di Negrar. Se la soluzione non si sblocca, faremo senz’altro ricorso; siamo però in attesa. fiduciosi che il Comune risponda e si muova in qualche modo. Ribadiamo, comunque, la nostra disponibilità a realizzare la rete di distribuzione nella zona alta, purché il comune dia un cenno». |
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